martedì 18 gennaio 2011

Catamarano Homaok - Estratto dal diario di bordo

18 novembre 2010
Catamarano Homaok - Estratto dal diario di bordo

Il giorno 31 di ottobre si svolge nel sud della Francia una mezza maratona che porta numerosi appassionati a percorrere di corsa i venti chilometri che separano la grande e caotica Marsiglia dal piccolo ed ameno porto di Cassis. L’avvenimento, ripreso dai media nazionali francesi, quest’anno ha visto lo svolgersi della competizione sotto il diluvio universale, con raffiche di vento che, nel punto più alto del percorso, hanno toccato i trentacinque nodi, ovviamente contrari ai malcapitati concorrenti.
Qualora vi fosse capitato di sintonizzarvi su una rete televisiva d’oltralpe più o meno all’ora di pranzo avreste potuto seguire in diretta l’arrivo dei maratoneti, che, sotto scroscianti applausi, sono riusciti a portare a termine la corsa, grondanti d’acqua ed assolutamente infreddoliti. Le telecamere vi avrebbero mostrato, inoltre, il meraviglioso porticciolo di Cassis, antico borgo rannicchiato tra le falesie delle spettacolari calanche della Provenza, un piccolo e stretto affranto ben protetto dal maestrale, che ospita tra le sue acque, racchiuse da un’alta e millenaria diga foranea, un centinaio di piccoli battelli da pesca, qualche traghetto per le visite turistiche ed un paio di barconi appartenenti al locale club di sommozzatori.
In mezzo a tutto questo Homaok.
Meglio non chiederci come sia riuscito ad entrare, passando rasente gli scogli affioranti che stringono l’entrata del porto in una morsa di schiuma e risacca; meglio non sapere di come sia riuscito a trovare spazio tra i piccoli pescherecci, a prezzo di spinte e colpi a suon di parabordi e mezzi marinai; infine, data l’inconsistenza dei corpi morti del porto, destinati ad imbarcazioni ben più corte, meglio non pensare a come sarà possibile disincagliare l’ancora, che giace sul fondo fangoso in un groviglio di catene e cordami. L’importante è che il grosso catamarano ora domina con la sua imponenza il piccolo porto, tanto che nessuno, vedendolo ormeggiato alla banchina in centro al borgo, proprio dirimpetto alla passeggiata , a bar, ristoranti e negozi di souvenir, possa fare a meno di fermarsi ad ammirarlo, tutto addobbato con le insegne dello sponsor che lo ha portato in questo luogo, in questo giorno di festa, con uno scopo illuminato, fiero di mostrare il suo nome, scritto a lettere cubitali bianche sullo sfondo rosso del nuovissimo lazybag, montato proprio ieri per raccogliere ed accogliere le nuove vele.
La storia ha inizio a metà settembre circa. L’associazione umanitaria francese Athlètes du Monde organizza una missione che ha come obbiettivo l’inaugurazione di una scuola, della quale si è fatta carico della costruzione, sull’isola di Santiago, arcipelago di Capo Verde. Per rendere l’impatto del progetto più incisivo sui mas media, viene presa la decisione di compiere un viaggio simbolo in barca a vela, un drappello di coraggiosi affronterà la traversata dalla Francia, materiali scolastici di vario genere verranno imbarcati a bordo, la partenza viene fissata per il 31 ottobre da Cassis, Homaok viene scelto. All’arrivo un migliaio di bambini dell’isola potrà ricevere quaderni, penne, matite e quant’altro possa essere utile per continuare dignitosamente gli studi. Bello.
E così ancora una volta le nostre vite vengono travolte. Quelli che erano i piani per l’inverno semplicemente cancellati, con un tocco di mano, per far posto a questa nuova avventura, alla quale di sicuro non potevamo dire di no. Natale in Tunisia? No, si va a Capo Verde, poi si traversa di nuovo l’oceano e i Caraibi si distendono davanti alle prue di Homaok.
Con l’occasione, per far fronte ad un nuovo ed impegnativo viaggio, Diego ed Io decidiamo di allestire al meglio il catamarano, dedicheremo il mese di ottobre a tutti quei piccoli lavoretti che sempre sono necessari a bordo di una barca e poi, dopo aver pensato a lungo, la decisione è presa, Homaok avrà un gioco di vele completamente nuovo. Randa e fiocco hanno ormai 20 anni!
La scelta cade sulla veleria Delta Voiles di Hyères, il catamarano abbandona le pesantissime vele rosse in tre strati di Dacron sul piazzale antistante la capitaneria di porto, per mettere in bella mostra le nuove, bianchissime e leggere, in tessuto Hydranet Radial, che in teoria dovrebbero avere la stessa resistenza. Vedremo.
Come al solito il tempo non è mai sufficiente, così dovremo fare tutto di corsa per presentarci al nostro appuntamento a Cassis in orario, basti sapere che le vele saranno al loro posto la mattina del 30 Ottobre. Alla fine però tutto è compiuto, la barca in buon assetto, la cambusa fatta e tutto il materiale caricato, la mattina del 31 vede Homaok incontrastato signore del piccolo porto, l’equipaggio è a bordo, tutto è pronto.
Ma non partiremo. Per lo meno non domenica. Hai voglia fare preparativi, stabilire date, prendere accordi con le autorità , organizzare manifestazioni, chi decide alla fine è uno solo, il mare. Amen.
Forza 9 da est, onda impetuosa che frange all’entrata del porto impedendo a chicchessia la sortita, Alt, fermi un giro. Il clima a bordo si fa tetro. I giorni di ritardo sono tre. Invece che lasciare il porto con la gran cassa, Homaok se ne va silenzioso la mattina di Mercoledì, quando ormai tutti se ne sono andati, le transenne della maratona smontate, la pace ed il silenzio sono tornati a far da padroni, l’ormeggio viene lasciato sotto lo sguardo sollevato dei sommozzatori del club, preoccupati per l'incolumità della loro barca stretta al fianco del grosso catamarano, e delle autorità della capitaneria di porto, i pescatori locali cominciavano a far sentire i loro mugugni di scontentezza.
Fuori il gran largo ci attende. Il maestrale, puntuale come la morte, si presenta a poche miglia dalla costa e ci accompagnerà per i primi giorni di navigazione.
Giovedì 18 novembre, Homaok è ormeggiato davanti al porto di Las Palmas, Gran Canaria. I giorni di ritardo sono diventati sei, perché per tre giorni siamo rimasti bloccati nella rada di San José, all’imboccatura del mare di Alboran sotto raffiche di 50 nodi da Ovest. Anche lo stretto di Gibilterra ci ha fatto penare non poco per uscire da questo Mar Mediterraneo, che sembrava non volerci assolutamente aiutare nel nostro viaggio. Un giorno intero a combattere contro l’impetuosa corrente che arriva dall’oceano, alimentata dal ponente che mai ci ha abbandonato, il Log segnava 6 nodi di velocità sull’acqua, il GPS gridava il suo granitico 0 nodi rispetto al fondo. Ma alla fine anche il Mare Nostrum ha dovuto accettare la sconfitta e finalmente ci ha lasciato passare. Davanti alle coste del Marocco ancora un giorno di vento contrario da Sud Ovest, poi finalmente l’aliseo portoghese è venuto a gonfiare le candide vele del catamarano e le isole Canarie si sono distese davanti al nostro orizzonte.
Questo pomeriggio stesso dirigeremo la prua per l’ultima tappa del viaggio. Capo Verde ci aspetta, il nostro arrivo chiuderà l’avventura dei ragazzi che ci hanno accompagnato in questa traversata, due anni di attesa per poter finalmente consegnare gli aiuti che tanto faticosamente hanno raccolto.
Vai Homaok. Corri verso sud, siamo attesi.