Catamarano Homaok
28/02/2010
Tra St. Croix e St. Thomas
Oggi siamo mattinieri, alle 8:00 i motori sono già accesi e il salpa ancore è all'opera.
Vento da Sud 14 nodi circa, rotta Nord, perfetto.
Lasciamo la rada di Christiansted a malincuore, la cittadina ci è proprio piaciuta; tranquilla e accogliente, è stata una bella scoperta.
Usciamo dal canale tra i Reef e mettiamo la prua direzione Charlotte-Amalie.
Con il vento di poppa decidiamo di lasciare la randa ammainata e apriamo il CodeO. Informazioni per neofiti: vela di prua, superficie 103 mq, montata con avvolgitore sul bompresso di Homaok; è una via di mezzo tra un Genoa e un Gennaker, più grande del primo, più piccolo, ma in grado di reggere angoli più stretti, del secondo. Riusciamo a tenere i 60° gradi di bolina con venti leggeri. Con andature molto poppiere la randa del catamarano, 105 mq, lo sventa, quindi è molto meglio usarlo da solo. Ora con 7 nodi di vento apparente circa, andiamo a 6 nodi e ½, per i miei gusti è perfetto. Le miglia da percorrere sono 30, il mare è tranquillo, il sole picchia forte e la temperatura si attesta sui 25° centigradi, che fretta c'è?
Ore 16:30, ancora in acqua, 60 metri di catena su fondo di 8 metri, meglio abbondare.
Navigazione senza storia, a parte il sole che è stato micidiale: sono riuscito a scottarmi dopo 4 mesi passati in mare!
Ora devo trovare il latte dopo sole, non ricordo dove l'ho ficcato.
Questa notte saranno dolori!
domenica 28 febbraio 2010
sabato 27 febbraio 2010
Catamarano Homaok
Christiansted, Saint Croix, USVI
Sabato pomeriggio, dalla città arrivano i suoni della festa, musica latino americana riempie tutta la rada, dalla barca si scorgono centinaia di persone in strada. Saltiamo sul gommone e andiamo a vedere cosa sta succedendo.
È una parata. Alla maniera dei Caraibi, si intende. Le auto sono trasformate in carri allegorici con striscioni e bandiere. I Pikup, diventano palchi dai quali DeeJay improvvisati lanciano la loro musica a volumi pazzeschi, casse di ogni dimensioni e forme sono montate a bordo, collegate a generatori a benzina. La salsa copre tutto. Tra i mezzi compaiono persone in abiti da parata, ragazzine majorettes, maschere locali, tutti hanno voglia di divertirsi. È la comunita Dominicana che è scesa in strada per festeggiare. Non sapevo che qui a Saint Croix fosse così numerosa. Bandiere della Repubblica Dominicana sbucano da tutte le parti, oggi qui si parla spagnolo:
¡buenas tardes!
Christiansted, Saint Croix, USVI
Sabato pomeriggio, dalla città arrivano i suoni della festa, musica latino americana riempie tutta la rada, dalla barca si scorgono centinaia di persone in strada. Saltiamo sul gommone e andiamo a vedere cosa sta succedendo.
È una parata. Alla maniera dei Caraibi, si intende. Le auto sono trasformate in carri allegorici con striscioni e bandiere. I Pikup, diventano palchi dai quali DeeJay improvvisati lanciano la loro musica a volumi pazzeschi, casse di ogni dimensioni e forme sono montate a bordo, collegate a generatori a benzina. La salsa copre tutto. Tra i mezzi compaiono persone in abiti da parata, ragazzine majorettes, maschere locali, tutti hanno voglia di divertirsi. È la comunita Dominicana che è scesa in strada per festeggiare. Non sapevo che qui a Saint Croix fosse così numerosa. Bandiere della Repubblica Dominicana sbucano da tutte le parti, oggi qui si parla spagnolo:
¡buenas tardes!
venerdì 26 febbraio 2010
Catamarano Homaok
Christiansted, Saint Croix, USVI
Oggi giornata in rada. Vento 0 nodi, onda lunga da Nord si frange sul Reef. Seduto in coperta ascolto il fragore della massa d'acqua che termina la sua corsa rovinosamente sulla barriera di corallo.
Mi viene in mente un racconto di Jack London, le perle di Parlay, che lessi tanti anni fa: vi si narra dell'arrivo di un tifone a sorprendere un gruppo di navi ormeggiate all'interno di un atollo delle Tuamotu, nel pacifico.
L'autore descrive il il rumore delle onde sul Reef proprio come lo sento io ora, è come tornare ragazzo, rivivere le immagini che è riuscito a trasmettermi nel racconto. Forse non tutti sanno che London ha viaggiato moltissimo, solo chi ha ascoltato questo potente e basso borbottio può narrarlo in maniera cosi lucida e vivace.
All'ancoraggio il mare è liscio come un laghetto di montagna. L'acqua è molto trasparente e si distinguono chiaramente i fili delle rade alghe che crescono sul fondo. Di tanto in tanto un pesce decide di fare un salto nel nostro mondo, forse per dare un'occhiata a qualcosa di diverso, di alieno, forse per fuggire al predatore, che affamato gli da la caccia. Siamo circondati da barche alla fonda, alcune all'ancora, come Homaok, altre legate alla boa. Tutte si muovono sonnacchiose, cullate da questo mare gentile.
Questa mattina abbiamo fatto qualche lavoretto: prima una macchinata di bucato, bisogna fare presto, stendere alla mattina, spesso dopo pranzo fa due gocce d'acqua; poi controllato l'olio ai Sail Drive e ai motori, tutto ok, ma non si sa mai.
Fuori dall'Italia il collegamento a Internet Wifi è fornito gratuitamente ovunque, una cosa alla quale noi non siamo abituati, tutti cercano sempre di spennare tutti. All'estero, invece, hanno capito che se dai un servizio gratis riempi il locale e una volta che la gente è arrivata, le consumazioni cominciano a girare. Nella rada di Charlotte-Amalie, a Saint Thomas, il segnale Wifi di un albergo arriva fino in barca, allora ci siamo abituati bene, ma qui siamo ormeggiati un po' lontano dalla cittadina, quindi dobbiamo scendere a terra per tenere i contatti col resto del mondo. Poco male, una passeggiata fa sempre piacere e Christiansted sa essere accogliente, poi oggi è venerdì, dopo il lavoro i locali si riempiono. Allora ci si vede tutti dopo le quattro e mezza, ricordate? All'happy Hour, birra a 2$! Ancora una volta, alla salute, ma come dice il nostro amico Antoine, con moderazione.
Christiansted, Saint Croix, USVI
Oggi giornata in rada. Vento 0 nodi, onda lunga da Nord si frange sul Reef. Seduto in coperta ascolto il fragore della massa d'acqua che termina la sua corsa rovinosamente sulla barriera di corallo.
Mi viene in mente un racconto di Jack London, le perle di Parlay, che lessi tanti anni fa: vi si narra dell'arrivo di un tifone a sorprendere un gruppo di navi ormeggiate all'interno di un atollo delle Tuamotu, nel pacifico.
L'autore descrive il il rumore delle onde sul Reef proprio come lo sento io ora, è come tornare ragazzo, rivivere le immagini che è riuscito a trasmettermi nel racconto. Forse non tutti sanno che London ha viaggiato moltissimo, solo chi ha ascoltato questo potente e basso borbottio può narrarlo in maniera cosi lucida e vivace.
All'ancoraggio il mare è liscio come un laghetto di montagna. L'acqua è molto trasparente e si distinguono chiaramente i fili delle rade alghe che crescono sul fondo. Di tanto in tanto un pesce decide di fare un salto nel nostro mondo, forse per dare un'occhiata a qualcosa di diverso, di alieno, forse per fuggire al predatore, che affamato gli da la caccia. Siamo circondati da barche alla fonda, alcune all'ancora, come Homaok, altre legate alla boa. Tutte si muovono sonnacchiose, cullate da questo mare gentile.
Questa mattina abbiamo fatto qualche lavoretto: prima una macchinata di bucato, bisogna fare presto, stendere alla mattina, spesso dopo pranzo fa due gocce d'acqua; poi controllato l'olio ai Sail Drive e ai motori, tutto ok, ma non si sa mai.
Fuori dall'Italia il collegamento a Internet Wifi è fornito gratuitamente ovunque, una cosa alla quale noi non siamo abituati, tutti cercano sempre di spennare tutti. All'estero, invece, hanno capito che se dai un servizio gratis riempi il locale e una volta che la gente è arrivata, le consumazioni cominciano a girare. Nella rada di Charlotte-Amalie, a Saint Thomas, il segnale Wifi di un albergo arriva fino in barca, allora ci siamo abituati bene, ma qui siamo ormeggiati un po' lontano dalla cittadina, quindi dobbiamo scendere a terra per tenere i contatti col resto del mondo. Poco male, una passeggiata fa sempre piacere e Christiansted sa essere accogliente, poi oggi è venerdì, dopo il lavoro i locali si riempiono. Allora ci si vede tutti dopo le quattro e mezza, ricordate? All'happy Hour, birra a 2$! Ancora una volta, alla salute, ma come dice il nostro amico Antoine, con moderazione.
giovedì 25 febbraio 2010
Catamarano Homaok
Christiansted, Saint Croix, USVI
Lasciato il catamarano all'ancora, siamo scesi a terra per passare una giornata da turisti.
La cittadina è molto caratteristica, il portolano aveva ragione, casette basse e colorate, molte in legno, nascondono negozi di souvenir, bar, Hotel e ristoranti. I turisti ci sono, ma non sono molti, niente navi da crociera su questa parte dell'isola a scaricare vagonate di persone.
Il sole già da stamattina presto è stato caldissimo, poco ha potuto fare la brezza leggera che soffia da terra.
Christiansted giace in fondo ad una piccola baia. Di fronte, proprio nel mezzo, un'isoletta con un albergo stile anni settanta, forse unica nota fuori posto della città. Le sue acque placide sono difese dalle onde del largo da una lunga barriera corallina che segue tutta la costa a circa un miglio. La linea di spuma all'orizzonte piatto è stupenda. Molta attenzione deve essere fatta per entrare nella passe, comunque ben segnalata da boe luminose.
Una banchina di legno costituisce il lungomare, su di essa si affacciano i locali più belli, vedremo stasera se salta fuori qualcosa di divertente, ma a dire la verità tutte queste isole che stiamo visitando come vita notturna sono molto deludenti, la gente va a letto presto! In compenso già alle sette del mattino le persone fanno la coda per salire sulle numerose barche per uscite giornaliere, ansiose di andare a godere di questo mare meraviglioso.
E forse è proprio questo che distingue i Caraibi dalle solite mete nostrane: relax, mare e sole; il resto è un optional del quale si può fare tranquillamente a meno.
Christiansted, Saint Croix, USVI
Lasciato il catamarano all'ancora, siamo scesi a terra per passare una giornata da turisti.
La cittadina è molto caratteristica, il portolano aveva ragione, casette basse e colorate, molte in legno, nascondono negozi di souvenir, bar, Hotel e ristoranti. I turisti ci sono, ma non sono molti, niente navi da crociera su questa parte dell'isola a scaricare vagonate di persone.
Il sole già da stamattina presto è stato caldissimo, poco ha potuto fare la brezza leggera che soffia da terra.
Christiansted giace in fondo ad una piccola baia. Di fronte, proprio nel mezzo, un'isoletta con un albergo stile anni settanta, forse unica nota fuori posto della città. Le sue acque placide sono difese dalle onde del largo da una lunga barriera corallina che segue tutta la costa a circa un miglio. La linea di spuma all'orizzonte piatto è stupenda. Molta attenzione deve essere fatta per entrare nella passe, comunque ben segnalata da boe luminose.
Una banchina di legno costituisce il lungomare, su di essa si affacciano i locali più belli, vedremo stasera se salta fuori qualcosa di divertente, ma a dire la verità tutte queste isole che stiamo visitando come vita notturna sono molto deludenti, la gente va a letto presto! In compenso già alle sette del mattino le persone fanno la coda per salire sulle numerose barche per uscite giornaliere, ansiose di andare a godere di questo mare meraviglioso.
E forse è proprio questo che distingue i Caraibi dalle solite mete nostrane: relax, mare e sole; il resto è un optional del quale si può fare tranquillamente a meno.
mercoledì 24 febbraio 2010
Catamarano Homaok
Tra St. Thomas e St. Croix
Partenza ore 9:00.
Vento da Sud Ovest, forza 4/5. onda circa 1 metro e ½. Rotta vera 154°.
Cielo azzurro con passaggio di cumulonembi all'orizzonte. Una giornata perfetta per una veleggiata perfetta.
Vento apparente 15/16 nodi, angolo 60°, velocità circa 7 nodi e ½, randa e fiocco a riva.
Homaok è molto stabile, finalmente l'acqua, dopo una settimana passata nella rada di Charlotte-Amalie, torna a scorrere veloce sotto i suoi scafi.
Intorno a noi solo qualche gabbiano e pesci volanti.
Dobbiamo percorrere circa 30 miglia, a questa velocità ci vorrà un secondo.
Ore 11:00.
Tra St. Thomas e St. Croix
Partenza ore 9:00.
Vento da Sud Ovest, forza 4/5. onda circa 1 metro e ½. Rotta vera 154°.
Cielo azzurro con passaggio di cumulonembi all'orizzonte. Una giornata perfetta per una veleggiata perfetta.
Vento apparente 15/16 nodi, angolo 60°, velocità circa 7 nodi e ½, randa e fiocco a riva.
Homaok è molto stabile, finalmente l'acqua, dopo una settimana passata nella rada di Charlotte-Amalie, torna a scorrere veloce sotto i suoi scafi.
Intorno a noi solo qualche gabbiano e pesci volanti.
Dobbiamo percorrere circa 30 miglia, a questa velocità ci vorrà un secondo.
Ore 11:00.
Il mare si sta appiattendo, ma il vento soffia costante, l'angolo è diventato più favorevole, 70° circa, la velocità sale subito a 8 nodi e ½ , il Sole picchia.
La sagoma di St. Croix compare davanti alla prua, nuvole nere sopra l'isola ci avvertono che il tempo può cambiare.
Ore 14:00.
La sagoma di St. Croix compare davanti alla prua, nuvole nere sopra l'isola ci avvertono che il tempo può cambiare.
Ore 14:00.
Dopo una veleggiata stupenda, il vento è crollato a zero. Mare completamente piatto e cielo nuvoloso, siamo ad un miglio dalla barriera corallina a Nord di St. Croix, davanti a noi le boe di entrata della passe, accendiamo i motori, via le vele, tra poco saremo arrivati.
Ore 15:00.
Ore 15:00.
Dopo un giro nella rada per dare un'occhiata, gettiamo l'ancora in tre metri d'acqua, davanti alla marina, da qui il posto sembra molto bello. Tra poco, gommone in acqua, si va a terra per una birra, su queste isole una Red Stripe, all'happy hour, costa solo 2$, salute a tutti!
lunedì 22 febbraio 2010
Catamarano Homaok.
St. Thomas, USVI.
Ormeggiati da tre giorni davanti alla città, in questa splendida e protetta rada, ad attendere che il tempo ci dia un po' di pace. Piove.
Piove come solo a Milano riesce a fare, ma qui siamo ai Caraibi, la temperatura rimane piacevole.
St. Thomas, USVI.
Ormeggiati da tre giorni davanti alla città, in questa splendida e protetta rada, ad attendere che il tempo ci dia un po' di pace. Piove.
Piove come solo a Milano riesce a fare, ma qui siamo ai Caraibi, la temperatura rimane piacevole.
Homaok tira sotto le raffiche di vento, la catena si tende e le cime d'ormeggio a lei fissate per ammortizzare i colpi, scricchiolano e gemono. Un concerto al quale negli anni mi sono abituato, anzi, col tempo è diventata la musica che concilia il mio sonno.
L'acqua scende copiosa, passa sulla coperta come un piccolo torrente e si getta in mare dagli ombrinali.
Il mare, piatto, dai colori sfumati, sembra disegnato all'acquarello.
La foschia fitta creata dalla pioggia nasconde le sagome delle barche alla fonda.
Domani si cambia.
Salpata l'ancora, faremo rotta per St. Croix, USVI, 30 miglia a Sud.
Una piccola tappa, per conoscere l'isola delle Vergini Americane più caratteristica, così dice il portolano.
Una tappa per scaldare i muscoli, far asciugare le vele al sole e al vento che soffia sempre gagliardo su questo mare.
Ora ha smesso.
Le nuvole nere corrono verso l'orizzonte e al loro posto irrompe un cielo di zaffiro, terso e limpido.
Il Sole, vicino al tramonto, colora tutto di rosa intenso e sulle barche intorno a noi gli equipaggi sorgono dalle coperte, le tughe, gli osteriggi. Tutti torniamo fuori, per respirare l'aria fresca e profumata, godere di questa natura che ci circonda.
Domani sarà una giornata calda e assolata.
L'acqua scende copiosa, passa sulla coperta come un piccolo torrente e si getta in mare dagli ombrinali.
Il mare, piatto, dai colori sfumati, sembra disegnato all'acquarello.
La foschia fitta creata dalla pioggia nasconde le sagome delle barche alla fonda.
Domani si cambia.
Salpata l'ancora, faremo rotta per St. Croix, USVI, 30 miglia a Sud.
Una piccola tappa, per conoscere l'isola delle Vergini Americane più caratteristica, così dice il portolano.
Una tappa per scaldare i muscoli, far asciugare le vele al sole e al vento che soffia sempre gagliardo su questo mare.
Ora ha smesso.
Le nuvole nere corrono verso l'orizzonte e al loro posto irrompe un cielo di zaffiro, terso e limpido.
Il Sole, vicino al tramonto, colora tutto di rosa intenso e sulle barche intorno a noi gli equipaggi sorgono dalle coperte, le tughe, gli osteriggi. Tutti torniamo fuori, per respirare l'aria fresca e profumata, godere di questa natura che ci circonda.
Domani sarà una giornata calda e assolata.
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