domenica 22 maggio 2011

Catamarano Homaok.

22/05/2011

Traversata atlantica di ritorno


Alla fine siamo giunti a Ponta Delgada, São Miguel, Açores. Una traversata lunga, non c’è che dire. Ventitré giorni, praticamente tutti di bolina a quarantacinque gradi, il massimo per Homaok, se si vuole veramente avanzare. Il vento è stato molto capriccioso, continui salti di direzione tra Est-Sudest e Est-Nordest, abbiamo proceduto come ubriachi, la linea di traccia del plotter sinusoidale. Costretti ad avanzare un po’ a Nord, per poi tornare a Sud, ma sempre contrario, ventitré giorni di stramaledetto vento contrario! Hai voglia ricevere bollettini meteo che ogni volta promettevano un po’ di Ovest o Nordovest, immancabilmente arrivava da Est. D’accordo, il catamarano non si inclina, ma sbatte sull’onda e bum e bam, il mare grosso tenta di passare sopra la coperta in continuazione e, a volte, piuttosto spesso a dire il vero, ci riesce. Fuori tutto è coperto da cristalli di sale. Poi arriva il groppo ed un bel acquazzone da una lavata alla barca, ma dura poco, sbam, riecco l’acqua salata. Il cielo così blu e luminoso dei Caraibi dimenticato, sotto quelle nuvole fredde plumbee e cariche di pioggia che ci hanno accompagnato per tutto il viaggio. La regolazione stessa delle vele ha richiesto continui aggiustamenti, la forza del vento passava da 1 a 6 nel giro di poche centinaia di metri, poi, tempo un quarto d’ora, magari tornava a 1 oppure andava a 8. Poi a 1, poi a 8, poi a 5, poi a 1, poi a 6 e così via, giorno e notte. E la randa va su e poi viene giù, il fiocco si apre, poi si riduce, il catamarano va a 0 nodi, poi a 15, poi a 3, poi… Basta così, ecco la terra che si profila davanti ai nostri occhi. Da principio il vento ci ha portati a Nord, poi piano piano siamo riusciti ad avvicinarci a Faial, non era la meta scelta all’inizio, ma la stanchezza ha scelto per noi. Quando però, ormai a trenta miglia dalla costa, il vento è girato ancora, dritto di prua, e l’AIS ha cominciato a mostrarci un piccolo porto strapieno di barche, una sopra l’altra, ci siamo fatti coraggio, accesi entrambi i motori, abbiamo fatto le ultime 150 miglia per São Miguel in ventiquattro ore. All’alba il porto di Ponta Delgada si è aperto davanti a noi. Le banchine della marina nuova ci aspettano vuote ed accoglienti, la dogana sistemata in dieci minuti, la ridente cittadina ci ha accolti tra le sue braccia, ma a dovuto aspettare qualche ora, perché prima Morfeo ha voluto la sua dose di abbracci.

Tre giorni e molti chilometri macinati in cerca delle bellezze mozzafiato dell’isola e i pericoli e le traversie della prima parte della traversata sono dimenticati. Homaok, che a dispetto dei suoi vent’anni, predilige le difficoltà ci ha condotto in porto senza rotture o danni di alcun genere e domani è pronto a salpare. Destinazione Gibilterra, poi Valençia.
Alla prossima…


P.S.: il vento soffia da Est!

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