venerdì 13 settembre 2013

A scuola di burocrazia

La burocrazia è odiosa, ma per molti inevitabile, persino piacevole.
La burocrazia da agli inetti la possibilità di utilizzare l'odio abietto, nato da un malsano senso di inferiorità, come arma di vendetta e sopraffazione nei confronti delle persone comuni. Sia chiaro che il senso di inferiorità del burocrate è più che legittimo, perché egli è veramente inferiore. Altrimenti come potrebbe crogiolarsi nella futilita burocratica con simil piacere?
E fin qui nulla di nuovo.
Quando, però, la burocrazia, nei panni di un minuscolo e trasandato segretario di scuola superiore, si accanisce su un ragazzino di 14 anni nel tentativo di compromettere e vanificare le scelte faticosamente compiute per dare alla sua vita una direzione, forse sbagliata, non possiamo ancora capirlo, ma sicuramente ponderata e ricchissima di speranze; ebbene, quando tutto questo succede, il mio senso di giustizia è colpito profondamente.
Criminale!
Incoscente!
Il tuo errore è rimediabile, ma tu ti accanisci e rifiuti, pur ammettendolo, di porvi rimedio.
E non ti rendi conto che già il danno creato ha delle conseguenze che non hai saputo vedere, delle quali, dato il tuo ruolo in un istituto atto a formare le giovani menti, non hai voluto, criminale, comprendere la gravità.
Io guardo negli occhi mio figlio e leggo nei suoi silenzi la delusione e la rabbia.
Sono questi i sentimenti con i quali deve affacciarsi alla vita ed affrontare cinque anni di studio impegnativo?
Ma io non lo permetterò. Non lo permetterà sua madre.
Non ti daremo pace.
È una promessa.

Claudio Nicolig
Catamarano homaok

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