lunedì 11 novembre 2013

Lacrime

La sveglia suona alle 6 del mattino. La suoneria impostata è dolce, non invadente. In realtà sono sveglio da un paio di ore. Rebecca, sdraiata al mio fianco, ha continuato a scalciare tutta la notte. Anche il suo sonno è stato agitato.
Mi alzo. La valigia vuota mi aspetta buttata in un angolo. Ancora non voglio cominciare a farla. Rivolgo, invece, l'attenzione alla piccolina, che si è svegliata con me e si stringe al mio fianco. Le do una carezza e la bacio sulla fronte. Il cuore stretto in una morsa.
Mi costringo ad alzarmi.
Lavati viso e denti torno in camera. L'oscurità rotta dal tenue fascio luminoso della lampada a led sulla scrivania. Nella penombra prendo la valigia e comincio a riempirla.
È un pianto silenzioso quello di mia figlia di tre anni. Quei pochi gesti per mettere tutto a posto hanno tenuto la mia attenzione occupata ma ora mi accorgo del dolore che la travolge. Guardo verso di lei e scorgo nel buio due occhi grandi e lucidi che spuntano dalle lenzuola e mi scrutano lacrimosi. E i singhiozzi invadono la stanza, ovattati e impauriti. Non può essere vero... non può essere così difficile. Nulla deve essermi risparmiato nella vita? È un amore così puro il suo che mi travolge.
È un amore così profondo il mio per lei... ora capisco. Capisco le parole, le carezze, la preoccupazione, l'ansia, la gelosia, gli abbracci e gli sguardi carichi di tenerezza; capisco che essere genitore è una cosa unica ed incredibile.
Domani mattina Homaok lascerà ancora una volta la rada sicura per la lunga rotta. Partiremo da Lanzarote rotta su Antigua.
Amo il mare. Amo le stelle e i tramonti unici. Amo le albe e le bave bianche delle onde spinte dal vento. Amo l'aliseo che gonfia le mie vele e lo spinnaker che precede le prue nella loro corsa. I silenzi e il pensiero che corre libero oltre ogni confine.
Ma gli occhi umidi di lacrime di mia figlia non posso dimenticarli.
Tutto è cambiato.

Claudio Nicolig
Catamarano homaok

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