lunedì 22 febbraio 2010

Catamarano Homaok.
St. Thomas, USVI.

Ormeggiati da tre giorni davanti alla città, in questa splendida e protetta rada, ad attendere che il tempo ci dia un po' di pace. Piove.
Piove come solo a Milano riesce a fare, ma qui siamo ai Caraibi, la temperatura rimane piacevole.
Homaok tira sotto le raffiche di vento, la catena si tende e le cime d'ormeggio a lei fissate per ammortizzare i colpi, scricchiolano e gemono. Un concerto al quale negli anni mi sono abituato, anzi, col tempo è diventata la musica che concilia il mio sonno.
L'acqua scende copiosa, passa sulla coperta come un piccolo torrente e si getta in mare dagli ombrinali.
Il mare, piatto, dai colori sfumati, sembra disegnato all'acquarello.
La foschia fitta creata dalla pioggia nasconde le sagome delle barche alla fonda.
Domani si cambia.
Salpata l'ancora, faremo rotta per St. Croix, USVI, 30 miglia a Sud.
Una piccola tappa, per conoscere l'isola delle Vergini Americane più caratteristica, così dice il portolano.
Una tappa per scaldare i muscoli, far asciugare le vele al sole e al vento che soffia sempre gagliardo su questo mare.
Ora ha smesso.
Le nuvole nere corrono verso l'orizzonte e al loro posto irrompe un cielo di zaffiro, terso e limpido.
Il Sole, vicino al tramonto, colora tutto di rosa intenso e sulle barche intorno a noi gli equipaggi sorgono dalle coperte, le tughe, gli osteriggi. Tutti torniamo fuori, per respirare l'aria fresca e profumata, godere di questa natura che ci circonda.
Domani sarà una giornata calda e assolata.

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