Catamarano Homaok.
02/03/2010
St. Thomas, USVI.
Abbiamo lasciato la Francia il 9 di novembre, quattro mesi fa.
In mezzo la traversata dell'Atlantico. È stato il coronamento di un sogno.
La mia passione per la vela è nata il 17 febbraio 1991.
Sembra strano che io possa dare una data certa e precisa, ma è così, il giorno prima, di mare e barche non sapevo niente, il giorno dopo leggevo e parlavo solo di quello. Com'è successo?
Bisogna andare indietro di molti anni, quando un ragazzino se ne stava seduto sulla diga foranea del porto di Trieste, guardava le navi e le vele passare li davanti. La vita era difficile, la guerra appena finita si era portata via suo padre e la mamma, sola e distrutta dal dolore, non riusciva a dargli quell'amore di cui aveva bisogno, allora si rifugiava nella lettura, divorava libri e romanzi uno dietro l'altro e sognava: sognava di partire, tagliare la corda; di orizzonti lontani, di vivere le avventure dei suoi personaggi preferiti. E in tutto questo quei velieri con tutte le vele al vento soddisfacevano quel suo bisogno di libertà.
Gli anni sono passati, il ragazzo è diventato uomo, è diventato padre, mio padre. Celato nel suo cuore, il desiderio di fuga si è trasformato nella passione per la vela, una passione tenuta a freno per moltissimi anni, ma che, finalmente, quel 17 febbraio è potuta emergere e con la sua forza ha travolto tutta la nostra famiglia: Sizy è entrata nella nostra vita: un vecchio Scia 50, un ketch, progetto di Carlo Sciarelli, un'ottima barca, la nostra barca.
È impossibile descrivere brevemente l'incredibile ricchezza di emozioni e sensazioni che l'arrivo di Sizy ha portato nei nostri cuori, una rivoluzione, una rinascita, la scoperta di un mondo nuovo, vasto e pieno di vita, di colori, di suoni... ma chi condivide con me questa passione sa già tutto.
Quasi il giorno stesso abbiamo cominciato a parlare di giro del mondo e del primo passo per portarlo a termine, l'Atlantico.
Mio padre e mancato nel 1996, pochi anni dopo, dunque. Questo viaggio che ho intrapreso con Homaok, lo dedico a lui, che con la sua forza, il coraggio e la caparbietà, con la sua generosità, è stato mio maestro e mio compagno ogni giorno della mia vita, fino a queste coste così lontane, e non c'è momento, che guardando questo orizzonte non pensi a quella diga foranea, a quel ragazzo dagli occhi sognatori che hanno saputo vedere oltre il possibile.
Grazie.
Veramente toccante..la soddisfazione di fondo e l'avverarsi di un sogno sono la dimostrazione che la vita a volte ripaga...
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