giovedì 11 marzo 2010

Catamarano Homaok.

11/03/2010

Virgin Gorda, BVI

Virgin Gorda, sembra che il nome sia stato scelto da Colombo in base alla forma dell'isola, allungata, con un deciso rigonfiamento centrale, la Vergine Ingorda. Così dicono le guide e sapendo quale grado di meschinità potevano raggiungere gli uomini intorno al 1492, spero che il motivo sia solo questo. Comunque a dispetto del nome, l'isola è molto bella. 30 Kmq di superficie letteralmente ricoperta di vegetazione, popolazione circa 1100 abitanti, capitale Spanish Town, due vie con qualche casa, un paio di edifici governativi e le immancabili chiese, su queste isole si professano varie fedi, tutte Cristiane.
Oggi siamo alla boa a Gorda Sound, la rada più grande e probabilmente la più bella delle isole vergini. Si tratta di una sorta di mare chiuso da un anello formato dal corpo dell'isola principale e da tante piccole isole tutte intorno. Gli spazi lasciati liberi dalla terra sono chiusi dalla barriera corallina, che lascia aperte solo delle piccole passe. Niente navi da crociera in questo specchio di mare.
Davanti alla prua di Homaok un isolotto poco più grande di uno scoglio, ospita un piccolo albergo ristorante, ci si arriva solo con i gommoni o un piccolo traghetto della proprietà. Sull'isola maggiore invece c'è il Bitter End Club, storico club nautico delle isole, tutto in legno, sembra di tornare indietro di qualche secolo; tutto intorno c'è una spiaggia e dietro a questa un piccolo Resort, niente di spaventoso, tutti i cottage, la reception, la piccola piscina e le strutture sono in legno, perfettamente camuffati tra le palme, dal mare si vede solo la passeggiata e i moli sempre di legno per l'approdo di pochi Yacht. Non riesco a descrivere brevemente tutto quello che i miei occhi vedono, tra qualche giorno saranno in linea le fotografie di Diego e allora potrete vedere anche voi la bellezza di questo luogo, i colori incredibili della barriera corallina e della laguna racchiusa da questa.
Passeggiando tra le casette di legno abbiamo incontrato un cartello con la scritta Boy Trail, una freccia disegnata a mano indica un piccolo sentiero che si inerpica per la boscaglia, io e Diego decidiamo di vedere dove conduce. Si tratta di un percorso studiato da quelli del villaggio per i turisti, una salita piuttosto ripida che in una mezzora circa porta in cima alla collina che domina la baia. Il caldo si sente, soprattutto nei punti scoperti dalla boscaglia, ma la fatica viene di gran lunga premiata, la vista è veramente mozzafiato. Sotto di noi possiamo ammirare la laguna protetta dalla barriera, le piccole isole di questo mini arcipelago, tutte con nascoste tra gli alberi le strutture per accogliere i turisti, le spiaggette dalla sabbia bianchissima. Lontano all'orizzonte, verso Est, si intravede Anegada, la più lontana delle isole Vergini Britanniche, circa 12 miglia, la nostra prossima meta. E il mare, tutto un brulichio di vele, lanciate a tutta forza, spinte dal vento gagliardo che soffia sempre per il nostro divertimento.
Un paesaggio unico.
Al nostro ritorno al villaggio, stanchi e sudati, sono giusto le 17:00, orario di Happy Hour, chi mi segue da un po' sa già cosa vuol dire.
Alla salute, ma con moderazione.

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