giovedì 18 marzo 2010

Catamarano Homaok.

17/03/2010

Tortola, BVI

Intermezzo.
Road Town, capitale di Tortola e dell'arcipelago delle BVI, è meta giornaliera di un certo numero di navi da crociera. Ogni giorno alla banchina che si prolunga nel centro della baia, se ne alternano di tutte le dimensioni e di tutte le nazioni.
Oggi, proprio davanti a me è ormeggiata la Costa Atlantica.
Il tempo scorre indietro ad un passato remoto ed ad un'altra vita.
Dieci anni, tanti ne sono passati, quando con la mia ventennale Mercedes mi sono recato, a Venezia con mia mamma per imbarcarci proprio su questa splendida nave.
Quanta emozione. Quell'anno mia mamma, che era una farmacista da una vita, aveva deciso di andare in pensione, il futuro che io e lei avevamo davanti era ignoto e pieno di variabili, sapevamo che forse un'altra occasione di fare una vacanza simile non si sarebbe presentata, quindi avevamo deciso che sarebbe stata perfetta.
Arrivo ore 10:00 al piazzale di imbarco, consegnato il bagaglio siamo liberi fino alle 14:00; un traghetto ci porta in piazza San Marco: Sole, mare e palazzi incredibili... Quanto amo questa città!
Pranziamo al Caffè Florian, proprio sulla piazza, la basilica e la torre del campanile davanti ai nostri occhi abbagliati dalla luce fortissima. È l'ultima settimana di settembre, il cielo terso e la l'aria limpida ci dicono che l'autunno è alle porte, ma la temperatura è perfetta.
Direi che la vacanza comincia col passo giusto.
Alle 14:00 si sale a bordo.
Appena entrati ci si trova nella grande Hall circolare, un salone alto come tutta la nave, circa cinque piani, dotato di ascensori panoramici, un bar con pianista nel suo centro e in cima un altro bar con terrazza panoramica su tutta la circonferenza, il tutto sormontato da una cupola di vetro dalla quale il sole riesce a penetrare, lo stile è assolutamente rococò e pomposo, qui il lusso non è un'idea, ma un urlo che assorda.
Espletate le formalità si raggiunge la camera, i bagagli sono già qui, i barocchismi per fortuna cedono il posto ad uno stile sobrio e funzionale, pochi minuti per sistemarsi poi si fa il giro della nave.
Due teatri, tre ristoranti, dei quali il principale, per la cena, di tre piani, bar sparsi un po' ovunque, tre piscine, sale giochi per gli adolescenti e una sala da gioco per gli adulti, negozi ed infine, ciliegina sulla torta, una replica esatta del Caffè Florian, proprio lo stesso in cui abbiamo pranzato la mattina.
Hanno pensato proprio a tutto!
Non voglio tediarvi con il resoconto particolareggiato di ogni giorno trascorso a bordo: la crociera prevedeva una visita di Bari, delle rovine di Olimpia, in Grecia, Di Efeso, in Turchia, di Istanbul, per finire con Atene e poi di nuovo a Venezia, tutto in una settimana.
Organizzazione impeccabile, tutto perfetto.
Uno dei momenti più incredibili è stato il passaggio della nave in uscita dalla laguna di Venezia proprio davanti alla Piazza San Marco e al palazzo Ducale, la città vista dal ponte di coperta più alto, a velocità ridotta, il punto di vista dei gabbiani, a volo di uccello, imperdibile.
Poi le rovine di Efeso, la storia racchiusa nei resti di una città.
Infine Istanbul, con i suoi minareti e le chiese, il Bosforo, il cielo blu solcato da piccole e veloci nubi candide, una città e il suo ponte che unisce due mondi, due culture. Mi sono innamorato.
Ricordo i bei momenti passati con la mia anziana compagna, le gite organizzate, rese interessanti da guide preparate e pazienti, i pranzi, ogni volta in un punto diverso della nave o a terra, i pomeriggi sul bordo della piscina, con il cocktail in mano, i momenti di riposo sulla terrazza della camera, gli occhi puntati sulle isole turche che scorrono lentamente.
Se già sette anni dalla scomparsa di mio padre, passati a lavorare insieme, spalla contro spalla ci avevano unito, ora con questa vacanza l'affetto che proviamo l'uno per l'altra ha raggiunto un livello più alto, di complicità, di piena comprensione, non solo madre e figlio, ma amicizia, quella vera, quella pura.
Ora qui sulla coperta di Homaok, quanta acqua è passata scorrendo veloce nel fiume della mia vita. Mia mamma è a casa, il mese scorso ha compiuto 83 anni, da allora non abbiamo più avuto modo di vivere una vacanza insieme così unica. Ogni settimana ci sentiamo al telefono e i racconti delle avventure che stiamo vivendo rallegrano il suo cuore.
Questa nave davanti a me mi ricorda che ho un impegno, un debito nei confronti della donna che mi ha regalato la vita, che ha aperto per me le porte di un mondo vasto e ricchissimo, una promessa che ho fatto e devo assolutamente mantenere, perché tutto possa ripetersi e anche se solo per pochi giorni il tempo possa tornare indietro ancora una volta, per me, per lei.
Una nuova crociera, un viaggio insieme che vale una vita, l'ultimo.

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